
Così forte da ridurre all’ evanescenza l’ opposizione, così fulgido da trapuntare di stelle anche un firmamento di serie B, così rivoluzionario come solo ciò che è arte sa diventare.
Chiamare semplicemente promozione l’ ascesa del Bari verso la massima serie è appellarsi agli eufemismi, il capolavoro della squadra pugliese è rinascimento applicato al calcio, estetica che va al potere senza concedere deroghe alla compattezza, concretizzazione di un miraggio, un susseguirsi di piccoli e grandi miracoli che trasforma il manto erboso in un gigantesco luna park dove tutti provano quel senso di stupore fanciullesco.
Correre attaccare divertire in totale spensieratezza, l’espressionismo di Antonio Conte produce colori sgargianti, colori in grado di contaminare per osmosi anche il resto del campionato.
L’epicentro emozionale di un gruppo estremamente giovane si chiama Paulo Vitor Barreto De Souza alfiere principale di uno scrosciare di gol che assurge a normalità, gli affreschi dell’ erede di Joao Paulo ma non solo, il segreto del bari è il gioco sulle fasce, sentiero di eccellenza di un 4-2-4 capace di cambiare la geografia tattica del calcio italiano, l’ insostenibile che diventa sviluppo sostenibile, una metamorfosi innovativa che travolge e coinvolge.
I singoli si mimetizzano al meglio in una capacita sinergica fenomenale, un organismo che ha dimostrato di aver bisogno di tutti senza però dipendere da nessuno, mille facce di una stessa medaglia coniata con grande lungimiranza dall’ asse Matarrese-Perinetti.
Lo strapotere atletico e tecnico del funambolo Guberti, il pragmatismo di Caputo, l’ animosità di Kutuzov, il ritmo e la classe di Donda, la grinta e l’ umiltà di Gazzi, l’imprevedibilità di Rivas e Kamatà, il salto di qualità di Gillet capitano e leader spirituale di un gruppo che solo grazie ad una difesa perfetta può innescare fuochi di artificio in attacco.
Nessuna squadra in Italia ha saputo riconciliare lo spettatore al calcio come il Bari ed è un miracolo destinato a lasciare una scia imperitura più indelebile persino della promozione stessa. Un’ eredita importante sulla quale imperniare il cammino in serie A indipendentemente da chi saranno i protagonisti dentro e fuori dal campo…
Il fiore più bello della stagione 2008/2009 è biancorosso e non poteva non sbocciare nel giorno di S.Nicola, attenta serie A lo show-time biancorosso è in agguato, oggi la stella polare del bel calcio si chiama Bari!
Chiamare semplicemente promozione l’ ascesa del Bari verso la massima serie è appellarsi agli eufemismi, il capolavoro della squadra pugliese è rinascimento applicato al calcio, estetica che va al potere senza concedere deroghe alla compattezza, concretizzazione di un miraggio, un susseguirsi di piccoli e grandi miracoli che trasforma il manto erboso in un gigantesco luna park dove tutti provano quel senso di stupore fanciullesco.
Correre attaccare divertire in totale spensieratezza, l’espressionismo di Antonio Conte produce colori sgargianti, colori in grado di contaminare per osmosi anche il resto del campionato.
L’epicentro emozionale di un gruppo estremamente giovane si chiama Paulo Vitor Barreto De Souza alfiere principale di uno scrosciare di gol che assurge a normalità, gli affreschi dell’ erede di Joao Paulo ma non solo, il segreto del bari è il gioco sulle fasce, sentiero di eccellenza di un 4-2-4 capace di cambiare la geografia tattica del calcio italiano, l’ insostenibile che diventa sviluppo sostenibile, una metamorfosi innovativa che travolge e coinvolge.
I singoli si mimetizzano al meglio in una capacita sinergica fenomenale, un organismo che ha dimostrato di aver bisogno di tutti senza però dipendere da nessuno, mille facce di una stessa medaglia coniata con grande lungimiranza dall’ asse Matarrese-Perinetti.
Lo strapotere atletico e tecnico del funambolo Guberti, il pragmatismo di Caputo, l’ animosità di Kutuzov, il ritmo e la classe di Donda, la grinta e l’ umiltà di Gazzi, l’imprevedibilità di Rivas e Kamatà, il salto di qualità di Gillet capitano e leader spirituale di un gruppo che solo grazie ad una difesa perfetta può innescare fuochi di artificio in attacco.
Nessuna squadra in Italia ha saputo riconciliare lo spettatore al calcio come il Bari ed è un miracolo destinato a lasciare una scia imperitura più indelebile persino della promozione stessa. Un’ eredita importante sulla quale imperniare il cammino in serie A indipendentemente da chi saranno i protagonisti dentro e fuori dal campo…
Il fiore più bello della stagione 2008/2009 è biancorosso e non poteva non sbocciare nel giorno di S.Nicola, attenta serie A lo show-time biancorosso è in agguato, oggi la stella polare del bel calcio si chiama Bari!
Sportitalia
4 commenti:
Mò Vitì non conoscevo questa tua vena giornalistica :D oppure sono complici i tasti CTRL C e V della tastiera? :D
Cmq, SEMPRE FORZA BARI!!!
Tello sai bene che non mi approprierei mai di un' opera d'ingegno altrui ( non fare ad altri ciò che non vuoi sia fatto a te :D ) infatti alla fine dell' articolo in basso a destra c'è l' autore...
E' stato il servizio sportivo che ha riassunto nel migliore dei modi la nostra cavalcata trionfale verso la serie che ci compete!
FORZA BARI SEMPRE, NELLA BUONA E NELLA CATTIVA SORTE!
E ora...DIFENDIAMOLA!
Oggi con il pianto nel cuore, vorrei ringraziare "il Mister" ( perchè lo rimarrà sempre ) per il sogno che ci ha fatto vivere...grazie Antonio!
Ma sopratutto oggi più di ieri...
Forza Bari! ( solo la maglia )
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